mercoledì 4 maggio 2022

CHIOSTRO DEL BRAMANTE, GALLERIA BORGHESE, PALAZZO BRASCHI: NON SOLO CAPOLAVORI, AL MUSEO SI VA ANCHE PER SOCIALIZZARE

Socializzazione e bellezza, due chiavi di lettura dell’esperienza museale che procedono sempre più spesso a braccetto. Il ministro Dario Franceschini sull'argomento ha scritto anche un saggio 'Con la cultura non si mangia?' (pubblicato da La nave di Teseo), proprio per spazzare il campo da dubbi e preconcetti. L’inserimento di punti ristoro tra le mura degli spazi espositivi è un trend che procede velocemente da anni infrangendo il tabù che voleva gli spazi espositivi lontani dalla doppia contaminazione della convivialità unita alla gastronomia. La stessa Galleria Borghese di Roma (un gioiello a Villa Borghese) ha voluto nello spazio delle sue fondamenta accanto alla biglietteria, un bar-bistrot del brand Molto in grado di rispondere (con eleganza, ovviamente) alle richieste dei visitatori delle collezioni, e anche dei semplici frequentatori dell'area verde, dal breakfast all’aperitivo, compresi i kit per il picnic nel parco più bello di Roma (altra magnifica ossessione dei romani). Spostandoci nell’area di piazza Navona, possiamo citare altri due format in sintonia con il precedente. Al piano terra di Palazzo Braschi, il Museo di Roma, Vivi Bistrot consente ai suoi frequentatori di proseguire l’esperienza magnifica della visita con una sosta gourmet (sostenibile e salutare, per non intaccare la propria forma fisica) con vista sulla fontana dei Quattro Fiumi progettata e realizzata da Gian Lorenzo Bernini nel Seicento. A poche centinaia di metri, il Chiostro del Bramante, che è stato fra i primi spazi museali romani ad allestire un bar al piano nobile, sotto il loggiato con colonne corinzie che affaccia sul cortile quadrato, a sua volta incorniciato da un portico a quattro archi per ogni lato. Nell’edificio rinascimentale è in corso la mostra ‘Crazy. La follia nell’arte contemporanea’ (nella foto) a cura di Danilo Eccher, 

un esempio di come si possa ‘giocare seriamente’ con un luogo carico di storia. Ventuno artisti hanno invaso lo spazio, opera nel Cinquecento di Donato Bramante (primo architetto di papa Giulio II e rivale di Michelangelo), con installazioni che si divertono a modificare nel visitatore la percezione della realtà e le connessioni fra verità fisica e creatività poetica. 





domenica 1 maggio 2022

A VOLTE SI TORNA

Questo blog ha risposato abbastanza. Dopo qualche settimana (diciamo qualche anno) ho deciso di tornare a scrivere post sto le insegne di Obelischi & Chignon. Si intitola così il libro di viaggio che avevo dedicato alla mia città, Roma, nel 2016. Ora ne sto scrivendo un altro, sempre su Roma ma vista con occhi speciali per raccontare come è cambiata e come sta cambiando pur restando inequivocabilmente Eterna.

Ben ritrovati e ben tornata a me!


lunedì 15 maggio 2017

ROMA, I DUE GENTILUOMINI DI VERONA BY NINA DEBUTTANO AL @TEATRO SALA UNO



Gaia Petronio e Francesco Rizzo 


Cosa vuol dire diventare un (gentil)uomo? Per Valentino vuol dire partire in cerca di fortuna; per Proteo, invece, vuol dire rimanere a casa vicino alla ragazza che ama. I due amici sono quindi costretti a dividersi dopo una vita passata insieme.
Proteo, dopo essere riuscito a farsi amare da Giulia, viene obbligato dal padre a seguire le orme di Valentino. Giunto dall'amico, lo trova metamorfosato: Silvia, la figlia del Duca, gli ha fatto perdere la testa. Presto Valentino subisce la stessa sorte dell'amico: l'amore, per lui, diventa una strada piena di ostacoli. Ad accompagnare le coppie di amanti in questo viaggio di iniziazione verso l’età adulta sono Schizzo e Lucetta, schietti e disincantati consiglieri.



L'associazione Nina ha messo in scena al Teatro Sala Uno di Roma I Due Gentiluomini di Verona, uno dei primi esperimenti drammaturgici di William Shakespeare, una commedia fresca, brillante, che ancora oggi ha molto da dire. Perchè l'adolescenza non è solo età anagrafica, ma stato mentale e fisico. Un limbo tra inesperienza e maturità, costellato di terremoti interiori e tempeste ormonali. Il mondo diventa una foresta buia, vergine, inesplorata, dove si procede a tentoni cambiando più volte direzione in cerca del proprio posto. Ma per diventare veri (gentil)uomini, qual è il prezzo da pagare?



Francesco Di Stefano e Vincenzo Grassi
Giovani attori che si autoproducono, nel nome di Shakespeare. L''associazione  Nina nasce dall’esigenza di Francesco Di Stefano, Gaia Petronio e Francesco Rizzo, tre giovani attori, colleghi e amici, di lavorare insieme e di dar vita a progetti che permettano a una comunità variegata di giovani artisti di riflettere su cosa vuol dire fare teatro oggi.
Dopo essersi diplomati insieme all’accademia professionale d’arte drammatica ‘Teatro Azione’, e dopo aver affrontato percorsi individuali nel cinema, in teatro e in tv, hanno partecipato a festival e rassegne come la Festa per la Cultura di Garbatella nel 2015) o il Testaccio ComicOff (con la compagnia MDMA) nel 2015 e nel 2016, aggiudicandosi diversi riconoscimenti tra cui il Premio ‘Le Nuvole’, il premio come Miglior Regia, come Migliori Costumi, e le candidature come Migliore Spettacolo e Miglior Attore Protagonista. Si preparano ora ad affrontare la loro prima regia credendo che nell’arte, come in molti altri campi, l’unione possa fare la forza.
La Sala Uno, tra i più quotati teatri off romani, è situato in un suggestivo spazio dominato da archi e mattoni a vista, nella navata centrale della cripta della Scala Santa, davanti alla Basilica di San Giovanni in Laterano. Dopo Roma, lo spettacolo si prepara ad affrontare nuovi teatri italiani.
Adattamento e Regia: Francesco Di Stefano, Gaia Petronio e Francesco Rizzo

Cast: Larissa Cicetti, Francesco Di Stefano, Vincenzo Grassi, Diletta Guida, Gaia Petronio, Francesco Rizzo, Ilaria Salvatori
Costumi: Gaia Petronio e Roberta Budicin
Disegno luci: Fabrizio Cicero, artista e light designer
Musica: selezione di musicisti internazionali come StrangeZero, AXL & ARTH, Oliver Girardot, ed altri, attraverso le licenze Creative Commons.

giovedì 13 aprile 2017

ROMA, GILARDI AL MAXXI OVVERO L'ARTE DELLA BATTAGLIA CIVILE


"Si realizza il sogno dell'arte relazionale. E' importante il nostro agire in empatia e anche in conflitto con gli altri, per far uscire la nostra soggettività". Così parlò Piero Gilardi, un maestro dell'arte contemporanea italiana, nella Sala 3 del Maxxi durante la preview della  monografica 'Nature Forever'. Detto fatto: basta un soffio e l'Installazione 'Inverosimile' si anima, gli alberi danzano, le proiezioni sullo sfondo evocano geometrie costruttive, conflitti distruttivi, depressione post-guerra, riscatto e finalmente l'arcobaleno, la reazione che prelude alla rinascita. L'opera interattiva dura sei minuti, fa scattare la performance e la danza collettiva dei presenti, attratti dalla luce e dalla nuova energia. Tornano gli anni Ottanta.


Sala 3, l'installazione 'Inverosimile' (1989)

E' l'evento di primavera del Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo. Fuori c'è la città sopraffatta dalle nuove fioriture, dentro le architetture di Zaha Hadid c'è invece il racconto della complessa relazione tra l'uomo e la natura.
Sul piatto ci sono anche i temi dei New Media, e della Politica con la difesa della democrazia e della partecipazione. Il presidente della Fondazione Maxxi Melandri sottolinea la  coincidenza di questo evento espositivo con l'attualità: "La riflessione critica sui cambiamenti del nostro tempo fa parte del Dna del Maxxi". Il direttore artistico Hanru aggiunge: "Il lavoro di Piero e' la risposta alle domande del nostro tempo, ecologia giustizia, partecipazione nelle città, come la tecnologia può dare un futuro". 


Da sn: Marco Scotini, Bartolomeo Pietromarchi, Hou Hanru, Piero Gilardi, Giovanna Melandri

'Nature Forever' è una mostra divisa in quattro isole. La più consistente è quella dedicata alle animazioni politiche, con l'allestimento di una strada disseminata di materiale per le manifestazioni. Scheletri, coccodrilli squali con la bocca insanguinata, maschere NoTav in gommapiuma. "La democrazia e’ il sostegno della politica dei beni comuni, deve venire da noi, dobbiamo agire sulle istituzioni per un mondo solidale ed ecosostenibile. Dobbiamo pensare anche ad un nuovo uso delle scienze, ad una tecnologia pienamente in grado di riparare i danni fatti finora" spiega Gilardi.

'Nature Forever. Piero Gilardi', al Maxxi fino al 15 ottobre 2017


Sala 3, l'installazione 'Andreotti volante' (1977)








martedì 11 aprile 2017

ROMA, STENO VANZINA ALLA GALLERIA NAZIONALE. UNA STORIA ITALIANA TRA DESTINO E TALENTO



"Steno era lo pseudonimo di Stefano. A Papà quel soprannome tornò utile. Quando nel 1937, vent'anni dopo, fu assunto come vignettista al 'Marc'Aurelio', firmava i suoi disegni umoristici 'Steno'. Un vezzo tipico dell'epoca. Il grande Sergio Tofano, l'autore del Signor Bonaventura, si firmava 'Sto'. Era un'altra Italia. Contraevano anche i cognomi". Enrico e Carlo Vanzina hanno firmato per la mostra dedicata al loro Papà (con la P maiuscola) Stefano Vanzina, regista, intellettuale, padre della commedia all'italiana, una breve quanto densa biografia che di per sé è già racconto di un'esistenza straordinaria, e di un momento storico altrettanto speciale. A guardarla ora ci riempie di stupore l'esistenza  di Steno: per la carriera unica costruita film dopo film con compagni di viaggio altrettanto eccezionali, ma anche per averci ricordato un'epoca dove tutto era ancora possibile. Come passare dalla prima classe di un Transatlantico sulla rotta Argentina - Italia alla vita piccolo borghese di una pensione di via Crescenzio con "nobili decaduti, vecchie signorine abbandonate dalle famiglie, ex militari tromboni agli sgoccioli". E poi liberarsi dalla marginalità sociale e costruire il proprio destino passando per il liceo romano più prestigioso, la premurosa zia Laura, il giornalismo e infine il cinema. Destino e tenacia, fatalità e talento. 


"Papà sarebbe entusiasta di avere una celebrazione qui, sembra veramente un sogno" commenta Carlo prima del bagno di folla del vernissage. "E' una mostra non pretenziosa, ma che racconta tutto". 
Enrico: "La prima sala racconta l'infanzia di mio padre, ci sono sei disegni di quando aveva 15 anni e sono stupefacenti, sono da Galleria d'Arte Moderna. Papà è celebrato oggi da dove aveva cominciato, perché tutto il suo mondo nasce dal disegno, dalla forza dall'amore che aveva per la pittura, e questo gli ha portato molta fortuna".


Steno. L'arte di far ridere, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea , fino al 4 giugno 2017

mercoledì 1 febbraio 2017

ROMA, IL TEMPORARY CINEMA DELLA FERMATA METRO CIPRO APRE CON 'NINGYO' DI MAINETTI


Il regista Gabriele Mainetti 

Dedicato a chi non è (almeno per una volta) in ritardo. E può permettersi di prendere il treno successivo. Si chiama 'Temporary Cinema' e fino al 3 febbraio promette di 'rubarci' una porzione minima del tempo quotidiano speso nei trasferimenti da una parte all'altra della città, invitandoci ad un'immersione originale nel cinema giovane. Il progetto firmato Renault Scénic consiste in una scatola magica total black, ventiquattro poltrone di velluto rosso, e uno schermo. Una sala cinematografica spuntata a sorpresa nel piazzale adiacente all'ingresso della fermata Cipro della metro A, zona Trionfale. Cinque giorni di proiezioni, dalle otto di mattina alle otto di sera, con un'ampia programmazione di cortometraggi firmati da registi emergenti legati al Centro Sperimentale di Cinematografia. Nessun biglietto è richiesto agli spettatori, solo tanta voglia di nuove storie e immagini d'autore. Il primo buio in sala è tutto per il corto di Gabriele Mainetti, fortunato e bravo regista che ha conquistato la ribalta con l'opera prima, riuscitissima, 'Lo chiamavano Jeeg Robot', un cult. ‘Ningyo’ è una storia d'amore e anche un nuovo format che punta sul 'modulo': ogni spettatore può creare la propria narrazione componendo in modo diverso (fino a sei combinazioni) le tre parti del puzzle che compongono il film. Buona visione.



Invito alla proiezione 

mercoledì 11 gennaio 2017

ROMA, SANTA CECILIA AL VOLO NELLE AREE DI IMBARCO DEL LEONARDO DA VINCI

Ma chi l'ha detto che le zone di transito degli aeroporti siano fatte solo per la concitazione e i saluti veloci, con la mente già altrove, decollata verso la meta finale? Ecco un'iniziativa pronta a smentire questa abitudine dell'anima: 'Santa Cecilia al Volo' è la nuova stagione di concerti dedicati ai passeggeri dell'aeroporto Leonardo da Vinci.

Occhio dunque ai pianoforti installati da Adr Aeroporti di Roma (in partnership con Ciampi) al T1 – area d’imbarco B - e al T3 – aree d’imbarco D ed E – e nell’area riconsegna bagagli sempre del T3. 
In programma per giovedì 12 gennaio c'è un flashmob dedicato al viaggio di Mozart in Italia. Appuntamento alle 14.00 nell’area d’imbarco E, dove il Quint’etto d’archi di Santa Cecilia esegue anche brani di Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach, Burt Bacharach e Michael Jackson sul palcoscenico del secondo piano dell’airport Mall. 




L'area del terminal di Fiumicino prima dei concerti


Il Quint'etto suona nell'installazione Big Bamboo

mercoledì 21 dicembre 2016

ROMA, DA RE(F)USE UN POMERIGGIO IN GLORIA DEL LETAME BIOLOGICO


Letame biologico in confezione sostenibile-chic da città



Due giovani creativi frequentatori di allevamenti. Un'imprenditrice agricola di fede biologica, paladina e designer del fashion etico. Un'artista trentina dal pennarello facile. Un attore vestito di marrone dalla testa ai piedi, e non per un caso. E poi un autore di testi teatrali, una regista, e tanti amici con il gusto per il calembour, ma non fine a se stesso. Nello spazio Re(f)use di Ilaria Venturini Fendi in via Fontanella Borghese si recita in vetrina il monologo 'Una vita di merda' di Francesco Randazzo, interprete Giovanni Carta diretto da Giusi Cataldo, mentre Laurina Paperina autografa i barattoli in edizione limitata di Real Shit, un gaudio per i contadini di città. Le etichette sono opera sua, mentre il contenuto, in dose da balcone e in latta spiritosissima, è un'idea di Federico Lodolini e Riccardo Mercati. Ecco un pomeriggio surreale e perfetto, in una Roma ancora capace di stile e ironia. 
A proposito: tutta la performance è dedicata al TTIP, il trattato USA-UE che rischia di diventare una seria minaccia per gli animali di allevamento e la biodiversità agroalimentare italiana, con gravi danni per la nostra salute.




Giovanni Carta si esibisce in 'Una vita di merda' da Re(f)use 


lunedì 12 dicembre 2016

ROMA. MONDELLIANI, IRONIA E COLORE PER LA BELLEZZA DELL'OCCHIO





Mondelliani, una boutique degli occhiali con una comunità intorno. Da lunedì 12 dicembre il brand romano amatissimo dai fanatici dello sguardo incorniciato con stile, ha aperto i battenti in via dei Prefetti 11, dopo aver disseminato tracce rilevanti di sè in via del Pellegrino (la sede storica), in via dei Bergamaschi e in via dell'Oca. Trent'anni di attività familiare, e ora il nuovo store elegante, raffinato, un salotto su due piani per la cura dell'occhio, e dintorni. Federico Mondello: "Noi siamo abituati a confrontarci con le grandi capitali, Parigi, New York, Tokyo, e continueremo a farlo da questo nuovo punto di incontro". Nel frattempo gli addicted delle mitiche 'pezzette' Mondelliani aspettano con ansia di conoscere il nuovo pezzo da aggiungere alla collezione ....

lunedì 19 settembre 2016

ROMA, UNA DONAZIONE STRAORDINARIA ALLA GALLERIA BORGHESE


Ritratto Giulio Sacchetti di Pietro da Cortona 

"Da tempo immemorabile un'opera di questa importanza non entrava nella collezione Borghese, e forse anche nel patrimonio dello Stato italiano", Con queste parole Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese apriva oggi a mezzogiorno la conferenza stampa di annuncio della donazione da parte della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti di un prezioso ritratto di Giulio Sacchetti realizzato da Pietro da Cortona.
"E' la dimostrazione che la trama delle dinastie romane che ha fatto Roma è ancora viva. E' anche un segnale che ci ispira ottimismo, un indicatore che la storia ancora funziona. Ora dobbiamo maturare un pensiero contemporaneo, nuovo e profondamente originale per dare nuove regole che ci permettano di stare meglio in questa città storicamente viva" aggiunge la direttrice Coliva. 



Da sin. Anna Coliva, Giovanna Sacchetti, Dario Franceschini

La marchesa Giovanna Sacchetti, mecenate di straordinaria e insolita generosità, è seduta in prima fila, e non sembra tradire particolari emozioni. Poco prima aveva posato sorridente davanti al dipinto insieme con il ministro Dario Franceschini. Il capolavoro ha un valore ingente, si parla di due milioni di euro in Italia, cifra che triplicherebbe all'estero. La Fondazione Sacchetti ha scelto di dare una dimostrazione di mecenatismo come partecipazione civile, rendendo così possibile il ricongiungimento di due dipinti che raffigurano due fratelli: Giulio Sacchetti andrà a stare accanto a Marcello Sacchetti, ritratto anche lui da Pietro da Cortona e già custodito nella collezione Borghese. Il museo-gioiello di Villa Borghese ha già le idee chiare sulla disposizione del nuovo arrivato, così come sui miglioramenti da mettere in cantiere nel prossimo futuro nell'ambito dei servizi, visto che la collezione adesso è ancora più perfetta. 




La marchesa Giovanna Sacchetti e il ministro Dario Franceschini

ROMA, CON LA CONSERVA DELLA NEVE ANTICIPO D'AUTUNNO


La tenda berbera al centro del Parco dei Daini

La Conserva della Neve oltre a diffondere la cultura del paesaggio e della biodiversità, rappresenta nella Capitale lo spartiacque fra la fine dell'estate e l'inizio della stagione autunnale, piena di promesse e di buoni propositi. E infatti i romani hanno affollato la quattordicesima edizione della mostra-mercato curata da Maria Cristina Leonardi e Lusi Nesbitt, non solo per affinare i propri pollici verdi, ma per praticare il giardinaggio come terapia contro la malinconia da rientro in città. Sabato 17 e domenica 18 settembre nel Parco dei Daini di Villa Borghese hanno visitato i tanti piccoli giardini segreti allestiti dai cento espositori selezionati della Conserva, dove a comandare non erano solo le piante rare, i bulbi scenografici, le orchidee preziose, ma anche gli accessori vintage e le prelibatezze gastronomiche arrivate da tutta Italia e oltre. La cura del green, insomma, funziona sempre. Ora più che mai.
Frutti antichi e zucche multiforme e multicolori 

mercoledì 4 maggio 2016

FIRENZE, GALERIE CLICHY. PARTE IL CICLO 'ARTISTI IN LIBRERIA' CON ANDREA PINCHI

A Firenze c'è una libreria indipendente che si è conquistata in pochissimo tempo uno spazio importante nel quartiere, diventando salotto di lettura, punto di incontro e  indirizzo di riferimento per la Firenze Oltrarno. Ora diventa anche spazio espositivo. Il 5 maggio alle 17,30 Galerie Clichy (via maggio 13R) inaugura il ciclo Artisti in Libreria, dedicato ai temi della lettura e della scrittura, con la mostra di Andrea Pinchi. 



Pinchi, cinquant'anni, umbro, presenta sedici quadri e quattro sculture. I quadri, dipinti su tavola con inserti di piombo vergine del Seicento, lacerti di pelle d'agnello del Settecento, carta da musica dell'Ottocento. Le sculture, in legno di noce quattrocentesco, consumato, rugoso, tarlato e reso vivo dall'acrilico rosso che l'artista ha fatto assorbire da tutti i pori. 
Lauretta Colonnelli, animatrice della serie, ha firmato il catalogo originale distribuito in tutte le librerie italaine: ad ogni dipinto è abbinato il testo che ha ispirato l'opera. I brani sono di Herman Hesse, Italo Calvino, Sigmund Freud, Charles Bukowski, Dante, Antonio Pennacchi, Eraclito, Mordecai Richler. 

lunedì 25 aprile 2016

ROMA, L'UOMO PERFETTO? VA IN SCENA AL TEATRO PETROLINI DI TESTACCIO




Un uomo perfetto con un passato segreto. Una moglie troppo severa. Una sorella nubile rompiscatole. Una bellissima avventuriera in cerca di uno scandalo e un affascinante scapolo che dovrà capitolare. Una miscela esplosiva ricca di colpi di scena. Insomma: "A Perfect Man!", spettacolo scritto e diretto da Viviana Lentini (autrice teatrale e cinematografica. Il suo lungometraggio '4021' ha partecipato all'Ischia Film Festival 2015').
Una scoppiettante commedia in scena dal 26 aprile all'1 maggio al Teatro Petrolini. La compagnia teatrale mdma torna sulle scene, dopo essersi aggiudicata il premio come Miglior Regia a Viviana Lentini e le candidature come Miglior Spettacolo e Miglior Attore Protagonista al Testaccio Comic Off 2015 per 'L'importanza di essere Onesto!'.
Un gruppo composto da giovani e promettenti attori diplomati alla scuola d'arte drammatica Teatro Azione. 


Francesco Rizzo è Robert E. Taylor, membro della Commissione Petroli Americana, è candidato a Senatore dello Stato di New York. Lo stesso New York Times parla di lui come di 'Un Uomo Perfetto' senza macchia alcuna. La sua campagna politica si basa su valori quali la correttezza e l'onestà. Eppure Robert E. Taylor nasconde un piccolo segreto nel suo passato, che lo rende molto meno incorruttibile di quanto lui stesso voglia far pensare... 

Gaia Petronio è Cora Jacqueline Taylor, giovane moglie del futuro Senatore dello Stato di New York, la donna perfetta. Dolce e austera allo stesso tempo, ha a cuore il meritato trionfo politico dell'uomo meraviglioso di cui è perdutamente innamorata da anni. Per Cora, Robert rappresenta un ideale. Nulla può offuscare l'immagine perfetta che ha del marito, tranne una donna intrigante e perfida arrivata a New York dall'Europa per creare uno scandalo e gettare la brillante carriera di suo marito nel fango... 


Robert e Cora, la coppia perfetta (?)


Francesco Di Stefano è John James Preston, un ricco ereditiere di origine britannica che risiede a Park Avenue. Pigro e dissoluto, sperpera quotidianamente il suo patrimonio 'ridistribuendolo' presso ogni bella e discinta soubrette di Broadway. Lavoro, matrimonio e altruismo non fanno per lui, almeno fino a quando non si scontrerà con l'indomabile sorella del futuro, e severo, Senatore Robert E. Taylor e si troverà invischiato, suo malgrado, in un sicuro scandalo. Solo allora la sua vita diventerà tremendamente eccitante e ricca di sorprese... 


John James, l'ereditiere dissoluto 

Nel cast: Laura Du Bois (Silvana Prestipino), Petunia Phipss (Ilaria Annunziata), Niki Taylor (Deborah Rinaldi), Tommy Ochs Sulzberger (Emiliano Guido). 

Per info: Teatro Petrolini, 06 5757488 - mdma.compagnia@gmail.com







  


venerdì 22 aprile 2016

NATALE DI ROMA, MAUPAL A TESTACCIO RAPPRESENTA LA CITTA' ETERNA CON 'ROMANTAO'

Maupal, al secolo Mauro Pallotta. Professione, street artist. Per il Natale di Roma  #2769 a Testaccio, negli spazi della Città dell'Altra Economia, ha portato avanti con una performance live la nuova opera dedicata all'Urbe. Si intitola 'RomanTao'. 
Mentre nella spianata di Campo Boario prendeva forma il set di Eterna per una festa di piazza lunga cinque giorni (dal 21 al 25 aprile) tra musica live, food truck dai nomi fantasiosi e dalle forme ancora più stravaganti, mercatino vintage e burraco, M. racconta il concept alla base dell'opera: "Roma è un ossimoro, è yin e yang. Roma è bellissima ma è anche brutta, è piccola ma anche grande. In questo caso io l'ho fatta vera ma bugiarda. E' Roma come la vedo io, piena di controsensi". Risultato: un Pinocchio vitruviano nel perimetro rotondo della Bocca della Verità.


Maupal lavora all'opera 'RomanTao' (ph. R.Petronio)

Gli artisti come Maupal hanno forse preso il posto di Pasquino (la statua 'parlante', la voce del popolo di Roma)? M.: "Probabilmente si, perché le vere verità oggi si fa fatica a sentirle, e allora si fa prima a disegnarle". Altra opera esemplare di Maupal, in questo senso, è quella intitolata 'Gli esodati': la Lupa si morde la coda, mentre Romolo e Remo sono costretti a partire tirandosi dietro i trolley, con un volo low cost verso altre capitali.... 



 'RomanTao' apre la manifestazione Eterna per il Natale di Roma (ph. R.Petronio)

mercoledì 20 aprile 2016

MILANO, FUORISALONE. SPELTA TORNA NELLO SPAZIO DI ROSSANA ORLANDI. ED E' SUBITO FUORI FORMATO


Damiano Spelta, milanese, classe 1966. Ex pilota di offshore, imprenditore, per la seconda volta durante la Design Week 2016 si ritrova nel bouquet cosmopolita dei designers arrivati da ogni angolo del pianeta per esporre le loro produzione nello spazio più conteso di Milano, quello di Rossana Orlandi. La prima volta nel 2015, un'opera di Spelta a forma di maschera da snorkeling, fuori formato, coloratissima, provocatoria, spunto' nell'iconico cortile dello spazio RO. Nel 2006 c'era stato il debutto, con una poltrona a forma di bocca, tra dadaismo e pop art.


Damiano Spelta nello spazio Rossana Orlandi (ph. R.Petronio)

Le sue opere si tengono in bilico fra arte e design. “Non cerco di inventare forme nuove. Piuttosto ingrandisco gli oggetti, cercando di dare sempre una funzionalità alla versione finale. L'orologio diventa una sedia, l'accendino e' una lampada, e il rossetto diventa il Lipztable, un componente d'arredo”. Tutti elementi fotografatissimi, e desiderati, come fu nella scorsa edizione la tavoletta di cioccolato svizzero gigante, da mangiare con gli occhi. Perché' Milano e il Salone hanno una capacità di attrazione così forte? “Siamo nella creatività, e soprattutto nella manualità, i numeri uno nel mondo, quindi tutti vengono ad attingere a questa grande fucina.





Il Lipztable di Damiano Spelta (ph. R.Petronio)

L'Italia vista sul mappamondo e' piccola, ma da noi si concentra tutto il meglio, la storia, l'arte, il design”. Quali sono i tuoi punti di riferimento? “Gaetano Pesce con il quale ho collaborato ad un progetto per la Triennale, e poi Ettore Sottsass, Mendini, Branzi. Ma ho rapporti diretti anche con l'arte. Ho appena partecipato alla mostra di gioielli d'artista 'Sfioro', allestita da 10 Corso Como con artisti come Paladino, Isgro', Cucchi, Cattelan”. Ora Spelta sta pensando di attraversare l'Oceano e di andare a presentare i suoi lavori a Miami, la città americana che a dicembre diventa la patria dei creativi e degli artisti. “Vedrei bene lì la mia opera dedicata alla Cinquecento. Una macchina creata per un portafoglio popolare, al contrario della banconota da cinquecento euro con la quale l'ho rivestita".



Damiano Spelta e la Cinquecento (ph. R.Petronio)